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7 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 13:56

La povertà educativa rappresenta una delle principali criticità per l’Italia: oltre 1,3 milioni di minori vivono in povertà assoluta, quasi un giovane su dieci abbandona prematuramente gli studi e il Paese registra uno dei più alti tassi di NEET in Europa (15,2%). Colmare questi divari significherebbe non solo garantire pari diritti, ma anche generare maggiore ricchezza, fino a 48 miliardi di Pil aggiuntivo. È quanto evidenzia l’anteprima dello Studio Strategico sul contrasto alla povertà educativa, promosso da TEHA Group con il contributo di Fondazione CRT e presentato oggi al Forum TEHA di Cernobbio alla presenza del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e della ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone da Maria Chiara Carrozza, già titolare dell’Istruzione nel governo Letta, professore ordinario di Bioingegneria Industriale all’Università di Milano Bicocca. Lo studio sottolinea come nel 2024 quasi 1 italiano su 4 (23,1%) sia a rischio di povertà ed esclusione sociale – uno dei valori più alti in Europa – con 1,3 milioni di minori già in condizione di povertà assoluta (+47% negli ultimi dieci anni). L’Italia si colloca inoltre agli ultimi posti nell’Ue per quota di giovani laureati.