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14 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:30
La povertà in Italia è diventata un male cronico. Anche nel 2024 oltre 5,7 milioni di persone, il 9,8% dei residenti, hanno vissuto senza potersi permettere beni e servizi essenziali per uno standard di vita minimamente accettabile. Fermo a oltre 2,2 milioni il numero delle famiglie povere, come quello dei minori che crescono in uno stato di deprivazione: 1,28 milioni, il 13,8% del totale. Il valore più alto dall’inizio delle serie storiche. I nuovi dati Istat arrivano a pochi giorni dal rapporto Caritas che ha confermato il fallimento dell’Assegno di inclusione introdotto dal governo Meloni proprio lo scorso anno dopo l’abolizione del reddito di cittadinanza. E confermano l’inefficacia dei sostegni (ora frammentari e destinati a platee più ristrette) che dovrebbero supportare chi non ce la fa. Mentre, come aveva avvertito a fine settembre il portavoce di Alleanza contro la povertà Antonio Russo, non fanno che rendere “strutturale” il fenomeno lasciando centinaia di migliaia di persone senza aiuti.
Ne esce un quadro in netto contrasto con la narrazione della premier, che durante i comizi elettorali descrive un Paese in ottima salute in cui “i salari aumentano e abbiamo il record di occupazione“.










