In Italia un minore su otto (13,8%) vive in condizioni di povertà assoluta, dato che non migliora dal 2022. Anzi, segnali di peggioramento si registrano tra i piccoli fra i 7 e i 13 anni nel Centro Italia, secondo fonti ISTAT, Save the Children e Caritas. È quanto emerso da un’audizione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, dove è stato audito il presidente dell’impresa sociale “Con i Bambini” (con sede a Roma in via del Corso ma che opera su tutto il territorio nazionale), Marco Rossi-Doria, il quale ha raccontato il lavoro svolto per fornire modelli e supportare progetti in merito al tema del contrasto alla povertà educativa minorile in Italia. “E’ un lavoro che dal 2016 a oggi” ha detto Rossi-Doria “ha interessato 650 mila minori e relative famiglie che vivono nelle periferie italiane e in condizione di disagio. Sono state coinvolte più di 10 mila organizzazioni tra enti pubblici, privati, terzo settore e scuole, rafforzando le comunità educanti. Non è solo una questione di diritti fondamentali all’istruzione e all’acceso al lavoro. Per colpa della povertà dei minori l’Italia perde anche in competitività economica perché, nel tempo, viene meno la forza lavoro qualificata. In più, l’indice di vecchiaia oggi ha superato quota 200, è il più alto in Europa”.