446mila bambini in più – pari a una media di 244 bambini al giorno – sono stati colpiti dalla povertà in Europa negli ultimi cinque anni, da quando nel 2019 l'UE si è impegnata a ridurre di almeno 5 milioni i minori a rischio di povertà entro il 2030. È quanto emerge dal nuovo rapporto di Save the Children, “Child Poverty: The Cost Europe Cannot Afford”, che evidenzia come, al contrario, il numero di bambini a rischio povertà ed esclusione sociale sia aumentato, passando da 19,1 milioni del 2019 ai 19,5 milioni di oggi, ovvero circa un bambino su quattro in tutta l'UE. E proprio i minori rappresentano la fascia d'età più colpita: il 24,2% degli under 18 è a rischio povertà nei 27 Paesi UE, contro il 20,2% degli adulti.

I dati in Italia

L'Italia è al quintultimo posto in UE per la percentuale di bambini a rischio povertà ed esclusione sociale, con il 27,1%, invariato rispetto a 5 anni fa. Più indietro solo Bulgaria (35,1%), Spagna (34,6%), Romania (33,8%) e Grecia (27,9%), e anche nel nostro Paese i minori costituiscono la fascia d'età più colpita (tra gli adulti il rischio povertà ed esclusione sociale è pari al 22,3%).

Impatto sulla salute

La povertà ha un impatto sulla salute dei bambini e sul rischio di abbandono precoce degli studi e di difficoltà di accesso al mondo del lavoro, alimentando un circolo vizioso di esclusione che può durare per generazioni. Chi cresce in condizioni di difficoltà guadagnerà, nel corso della vita, circa il 20% in meno rispetto ai coetanei provenienti da famiglie con redditi più alti.