Una schiera di leader mondiali ha assistito il 3 settembre a Pechino alla Parata della Vittoria, per gli 80 anni della capitolazione del Giappone. Xi Jinping «riscrive» quella storia con un revisionismo sfacciato: il ruolo degli americani viene ridimensionato, la sconfitta dell’imperialismo nipponico diventa una gloria della Resistenza del popolo cinese. Perfino Putin, presente alla parata, ha dovuto ingoiare amaro, perché lo stesso ruolo dell’Unione sovietica finisce in secondo piano. Nel comunicato ufficiale del governo che descrive la Parata si legge: «Nel 1945, dopo 14 anni di resistenza, la Cina raggiunse la vittoria al prezzo tremendo di 35 milioni di morti militari e civili, un terzo di tutte le vittime mondiali nella seconda guerra mondiale».