La McLaren vola, la Ferrari fa i crash-test. In questa stagione sfortunata, ancora priva di uno straccio di vittoria, al Cavallino erano già capitati “en plein” negativi come in Cina quando entrambe la SF-25 furono estromesse dai commissari dalla classifica del gran premio. Sembra possa succedere che una risulti sottopeso, l’altra arrivi con il “pattino” del fondo scocca troppo grattugiato. Ieri, sulle sponde del Mar del Nord, le due Rosse non sono riuscite a vedere la bandiera a scacchi perché il carro attrezzi della FIA le ha depositate con anticipo direttamente dal carrozziere. Lewis ha fatto tutto da solo, appiccicandosi sul rail di curva “tre”, la più sopraelevata del Mondiale.
Charles, invece, è stato speronato dalla Mercedes di Antonelli dopo due sorpassi pieni di coraggio fatti all’altra Stella di Russell, un tipetto non facile da sverniciare. Può succedere, certo, ma i purosangue di Maranello danno l’impressione di aver impostato la guida sul “maximum attack” per sopperire all’atavica mancanza di prestazioni, più o meno su tutti i circuiti. Sia come sia, questa settimana si va a Monza e c’è forse l’ultima occasione per salvare, almeno parzialmente, una stagione iniziata con ben altri auspici e sviluppatasi in maniera alquanto deludente. In ogni caso, è un’anomalia che fuoriclasse così esperti debbano guidare con il coltello fra i denti anche per battersi per posizioni fuori dal podio.














