Ferrari, il calvario continua. Al tredicesimo weekend del campionato di Formula 1 le Rosse non hanno ottenuto ancora una vittoria, navigano lontane dalle astronavi McLaren mentre continuano gli affanni della SF-25, una monoposto nata male e cresciuta peggio. In più, l’atmosfera del box è pessima, con un Lewis Hamilton che sembra un prigioniero di guerra e non il campione assunto da John Elkann per far tornare le Rosse al top. Ieri, sulla bellissima pista di Spa, nelle qualifiche per la Sprint odierna (ore 12 il via e alle 16 la pole: diretta Sky e Tv8; domani alle 15 il Gp, diretta Sky e differita alle 18 su Tv8) l’inglese è finito fuori addirittura nel Q1 per un bloccaggio del posteriore che lo ha visto protagonista di un comico testacoda. «Prima volta che mi succede in carriera», ha bofonchiato. Partirà al palo Oscar Piastri, che ha ottenuto il record della pista in 1’40”510 davanti a un eroico Max Verstappen che guida una Red Bull pessima e all’altra McLaren di Lando Norris. Quarto, Charles Leclerc ma a 7 decimi da Piastri. Un’enormità. Out sia Antonelli (partirà ultimo) che Russell.
È però necessario fare un deciso passo indietro per leggere meglio cosa sta succedendo in questi giorni a Maranello e dintorni: giovedì Lewis Hamilton ha detto chiaro e tondo che non ha minimamente voglia di arrivare al 2026 e continuare a perdere come è successo alle Rosse negli ultimi 18 anni di Formula 1:«Non mi interessa continuare a lottare per il quarto posto, la mia esperienza mi ha portato a indicare ai vertici cosa fare e cosa non fare per vincere. Non voglio finire come Alonso e Vettel che non sono riusciti a vincere nulla con la Ferrari». Hamilton partirà oggi nella Sprint 18esimo ma non ricorda che, al primo anno in Ferrari, Alonso vinse 5 gran premi, Vettel 3 e Raikkonen conquistò il mondiale. Della Serie: Sir Lewis, un bel tacer non fu mai scritto.










