Tra saliscendi, curve, dolci monti e vette spesso innevate, il paesaggio aquilano cattura lo sguardo per l’armoniosa irregolarità dell’orizzonte, fatto di spigoli e declivi suggestivi. Ma quando in auto, dalla città si arriva alla Piana di Navelli, la musica cambia. La pianura si fa strada inattesa e ampia, coccolando gli occhi, autorizzati a rilassarsi e puntare all’infinito, mentre sullo sfondo spicca il gruppo montuoso del Gran Sasso a Est e il massiccio del Sirente-Velino a Ovest. Un paesaggio, puntellato di arte, antiche chiese e vie maestre, reso ancora più unico quando, a inizio ottobre, i campi circostanti si tingono di viola. Non è lavanda, ma qualcosa di più raro e prezioso: sono i fiori del Crocus sativus alias zafferano. Un fascino che durante le due settimane clou della raccolta, tra ottobre a novembre, attira turisti, appassionati e foodlover.
Quest’anno lo Zafferano dell’Aquila Dop celebra i suoi vent’anni di riconoscimento ufficiale della denominazione. Un traguardo che rappresenta non solo la tutela di una delle spezie più pregiate al mondo, ma anche la valorizzazione di una tradizione agricola antichissima, profondamente legata all’identità dell’Abruzzo aquilano. Venti anni in cui il territorio è cresciuto economicamente e ha consolidato il suo appeal turistico proprio grazie alla preziosa spezia. Non a caso celebrata in un festival, si svolgerà tra il 5 e il 19 settembre, con quattro appuntamenti a Navelli, Barisciano, San Pio delle Camere e L’Aquila.







