«Amare è il verbo del dare, del donare, del mettere gli altri al primo posto, non del ricevere»: c'è tutta l'intensità del dolore nelle parole accurate con cui Gino Cecchettin, padre di Giulia, presidente della Fondazione che prende il nome della ragazza uccisa l'11 novembre del 2023 con 75 coltellate dal suo ex fidanzato, presenta «emozionato e orgoglioso» l'accordo con la Coop per una campagna di sensibilizzazione sull'educazione alle relazioni. «Dire, fare amare» partirà nei prossimi giorni da Padova, la città dove Giulia studiava, coinvolgendo 150 dipendenti che lavorano in 5 negozi, ma l'obiettivo è quello di portare le azioni di riflessione nel segno della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere in tutta la rete Coop: significa 72 imprese cooperative, 2200 punti vendita, 58 mila dipendenti, 6,2 milioni di consumatori. «Dopo un anno di lavoro e studio della Fondazione, finalmente iniziamo a vedere dei risultati concreti», dice Cecchettin, psiegando che i formatori della Fondazione sottoporranno ai dipendenti 5 moduli formativi con cui li stimoleranno a comprendere e riconoscere i comportamenti inopportuni fino a far crescere la consapevolezza sul tema della violenza di genere. «Bisogna cambiare i costrutti con cui siamo cresciuti, il rapporto tra maschio e femmina è ancora troppo spesso basato sul controllo, il che porta a relazioni dolorose, cosa di cui purtroppo sono stato partecipe ahimé nella mia vita». Eppure c'è chi lo spaccia «per vero amore, e non lo è».
«Dire, fare, amare»: Fondazione Cecchettin e Coop per diffondere l'educazione alle relazioni
Si parte con un progetto pilota nei centri vendita a Padova, per proseguire poi sulla rete nazionale. Lanciata anche la campagna per una legge popolare che renda obbligatoria l'educazione alle relazioni nelle scuole, con lo psicologo











