Gino Cecchettin: «Educhiamo all'affettività per fare rumore e salvare le altre Giulia. Turetta non ha gestito l'ossessione del controllo»
Ospite a Cesenatico della summer school della Scuola di politiche fondata da Enrico Letta e diretta da Grazia Iadarola, il padre della 22enne uccisa dall'ex fidanzato è intervenuto a nome della Fondazione a lei intitolata
NORDEST > VENEZIA
venerdì 12 settembre 2025
CESENATICO - «Da quando mia figlia Giulia non c'è più, il dolore è una costante della mia esistenza. Nel quotidiano, però, continuo a onorare la vita. Sarebbe scorretto nei confronti di Giulia non farlo. Ho imparato a lasciare andare. Grazie a Giulia e a mia figlia Elena, che con me condivide il dolore per la mancanza della sorella, che per lei era anche un'amica. Elena, prima di me, è riuscita a capire le cause di quello che è successo a Giulia. E io, ascoltando Elena, ho cambiato modo di essere e di imparare le cose». A raccontarlo è Gino Cecchettin, intervistato da Serena Bortone nella seconda giornata della summer school della Scuola di politiche fondata da Enrico Letta e diretta da Grazia Iadarola.







