Quando Gino Cecchettin si è presentato davanti alla Camera per raccontare cosa intendeva fare con la neonata Fondazione dedicata alla figlia Giulia, uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta nel novembre del 2023, ha parlato di un «sogno che ha un valore immenso perché è nato da una tragedia immane». Il sogno è provare a fare qualcosa, a impegnarsi, per proporre - e dunque costruire - «modelli di relazione basati sulla stima reciproca, sull'ascolto e sul rispetto» partendo dalle nuove generazioni, protagoniste del futuro e che dunque hanno in mano la possibilità di cambiare e migliorarsi più di ogni altro. Che possono rendere realtà quel sogno, insomma. La Fondazione Giulia Cecchettin ha deciso di salire a bordo di CampBus nella sua sesta edizione proprio per iniziare questo percorso.