"Non sono un politico, non sono un esperto, sono semplicemente un padre che ha visto la propria vita cambiare per sempre. E due anni fa ho perso mia figlia, una ragazza piena di vita, curiosa, generosa, capace di vedere il bene anche dove non c'era. Da quel giorno il mio mondo si è fermato, ma non potevo restare fermo anch'io". Così Gino Cecchettin, presidente della fondazione Giulia Cecchettin in audizione in commissione femminicidio due anni dopo la morte della figlia uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta.

"Oggi tutti mi sono vicini perché ricorre il secondo anno ma per me non ci sono ricorrenze e ogni giorno è una ricorrenza. E il mio pensiero va lì, più volte al giorno. Per me oggi non è diverso da ieri e non sarà diverso da domani", spiega il papà della ragazza.

"Cambiare la cultura che genera violenza”

"Eventi come questi - aggiunge - ti cambiano per sempre. Non c'è futuro, ti viene tolto anche il futuro, un futuro fatto di abbracci, di ricordi e di giornate che non ci saranno più. Che in qualche modo dovevo riempire. E quindi ho scelto di reagire, di dare un senso a quel dolore che rischiava di distruggermi. Così è nata la fondazione Giulia Cecchettin. Non per coltivare la memoria del dolore, ma per trasformarla in impegno. Perché se non cambiamo la cultura che genera la violenza, continueremo a piangere altre Giulia, altre famiglie, altre vite spezzate".