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2 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:16

Accade anche a un pubblico ministero, non solo all’assassino, di tornare sul luogo del delitto. Il magistrato in questione, in pensione da sette anni, è Carlo Nordio, che ha chiuso la carriera da procuratore aggiunto di Venezia ed è oggi ministro della Giustizia nel governo Meloni. In Laguna ci torna spesso, ma in questo caso lo ha fatto alla Mostra del Cinema, dove ha assistito alla proiezione delle prime due puntate di “Portobello” la serie televisiva girata da Marco Bellocchio che racconta il dramma giudiziario del presentatore Enzo Tortora, incarcerato e accusato ingiustamente nel 1983 di aver fatto parte di un’organizzazione per delinquere dedita allo spaccio di droga.

Nordio non ha saputo resistere alla ghiotta occasione per discettare di giustizia e ingiusta detenzione, in parte ammettendo che tutti i magistrati possono sbagliare, in parte elogiando la propria riforma della giustizia che, secondo il suo modo di vedere, metterebbe fine agli errori giudiziari o almeno ne limiterebbe la possibilità. Gli ex colleghi che sbagliano incarcerando gli innocenti (e lui stesso ammette di averlo fatto) dovrebbero “cambiare mestiere”. Dopo quarant’anni di carriera Nordio è diventato Guardasigilli e così distribuisce il suo pensiero in pillole su come risolvere i problemi della giustizia, assicurando che tra un anno, con la riforma, anche la pianta organica dei magistrati, da sempre in deficit, verrà completata.