MARGHERA - La baraccopoli mancava. Non c’è che dire. Da qualche giorno il centro di Marghera deve fare i conti con un’altra pagina di degrado. Basta passare in via Paolucci, seguendo il percorso del tram, e inserendosi in via Mariuccia Lavelli per raggiungere piazza Sant’Antonio per vederla. Tossicodipendenti hanno approfittato dei gradini alle spalle del teatro Aurora per bivaccare. Il corrimano adiacente agli scalini è stato riempito di lenzuola e vestiti d’ogni genere per creare un paravento che permette loro di proteggersi da occhi indiscreti.
L’area diventata rifugio per disperati è di pertinenza della parrocchia di Sant’Antonio nel cuore di Marghera. Lo scorso inverno, un paio di volontari l’avevano delimitata con una recinzione mobile, debitamente chiusa proprio per evitare che diventasse un luogo di degrado. Tanto più che su di essa si affacciano le porte di sicurezza del teatro di via Padre Egidio Gelain che devono restare libere nel momento in cui gli spettacoli sono in corso.
«Nelle scorse settimane, le recinzioni che erano state messe sono state aperte, erroneamente, da alcuni operai che hanno lavorato alla sostituzione di alcuni tratti della rotaia del tram e, da allora, - spiega don Mauro Haglich, parroco della chiesa di S. Antonio - alcuni disperati hanno iniziato ad accedervi ed ora è diventata una zona di bivacco».








