Roma, 1 set. (askanews) – Le parate militari cinesi, note per le marce all’unisono e le spettacolari formazioni, rappresentano un momento di grande potenza simbolica per la leadership cinese, ma anche uno sfoggio di potenza militare rivolta all’esterno. Quella prevista per mercoledì – alla quale oltre al presidente Xi Jinping assisteranno il leader russo Vladimir Putin e quello nordcoreano Kim Jong Un – rappresenta un evento particolare, perché celebra gli 80 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e dalla vittoria sull’aggressione giapponese.
La storia delle grandi parate militari cinesi, che hanno come scenario la grande Piazza Tiananmen, comincia di fatto con la stessa fondazione della Repubblica popolare cinese, il primo ottobre 1949. Sotto l’occhio attento del leader e fondatore Mao Zedong, sfilarono più di 16mila soldati, mettendo in mostra armi e mezzi catturati ai giapponesi e ai nazionalisti.
Negli anni successivi, l’evento divenne annuale, con la progressiva introduzione di armamenti sovietici e, dal 1959, delle prime produzioni interne. Nel 1957 si tenne anche la prima parata navale a Qingdao, che segnò la rinascita della Cina come potenza marittima.
La Rivoluzione culturale (1966-1976) interruppe la tradizione delle spettacolari parate e bisognerà attendere l’era di Deng Xiaoping per vedere di nuovo questi grandi raduni. Nel 1984 ripartirono, trasmesse anche in diretta televisiva, guardata con religiosa attenzione non solo dai cittadini cinesi, ma anche dagli osservatori internazionali per cercare di capire l’avanzamento dell’industria militare cinese. Fu lì, per esempio, che fu mostrato per la prima volta il missile intercontinentale Dongfeng-5, che mostrò plasticamente l’avanzamento della Cina come potenza militare.













