Venezia – Guillermo del Toro arriva alla Mostra del Cinema di Venezia con il film che ha custodito come il più intimo dei sogni da quando aveva sette anni: “Frankenstein è stato il libro più importante della mia vita. Sono cresciuto con Gesù e Boris Karloff”, aveva raccontato a Yves Montmayeur, che gli dedica il bel documentario Sangre del Toro (sezione Venezia Classici).
Ora il cineasta, Leone d’oro per La forma dell’acqua (e poi Oscar) nel 2017, è qui al Palazzo del Cinema a ribadire che sì, “la creatura di Frankenstein mi ha davvero rappresentato, è stata una linea retta nella mia vita. Ma il primo personaggio, il primo mostro, per me è Calibano, dalla Tempesta di Shakespeare, e poi Mary Shelley. Sicuramente c’è una linea retta che unisce questi due personaggi”. E aggiunge: “I mostri di oggi? Sono quelli in giacca e cravatta. E non sono il frutto di effetti speciali".
"Frankenstein" di Guillermo del Toro con Oscar Isaac e Jacob Elordi, il teaser
Per anni il cineasta messicano ha accumulato disegni, appunti, perfino prove di trucco, aspettando il momento giusto. Oggi, finalmente, il film è realtà: Oscar Isaac è Victor Frankenstein, Jacob Elordi la Creatura, Mia Goth la sensibile Elizabeth, fidanzata del fratello di Victor, Christoph Waltz l’ambiguo Dr. Pretorius, che si è arricchito fabbricando armi. Una produzione Netflix, che dopo il debutto veneziano approderà nelle sale e poi sulla piattaforma. Del Toro non guarda alle trasposizioni precedenti: torna alla fonte.











