Egregio Direttore, ho letto la sua risposta nella quale lei suggerisce un parallelo tra Netanyahu e Putin. Ritengo sia doveroso fare chiarezza.

Primo punto: la guerra in Israele non è frutto della volontà di Netanyahu. Il 7 ottobre 2023, Hamas ha attaccato Israele come aveva già fatto in passato. La risposta israeliana è una reazione strategica, volta a proteggere i propri cittadini, liberare ostaggi e smantellare la capacità di Hamas di governare militarmente e civilmente Gaza.

Secondo punto: per oltre 70 anni, la comunità internazionale non ha costruito istituzioni funzionanti in Palestina né ha creato uno Stato sovrano. La situazione attuale è quindi il risultato della persistente incapacità di creare soluzioni durature per i palestinesi.

Terzo punto: nessuno ha attaccato la Russia. L'invasione dell'Ucraina da parte di Putin è un'aggressione unilaterale.

Quarto punto: Israele non desidera la guerra, ma deve completare il processo di smantellamento di Hamas come entità militare e governativa efficace, per garantire sicurezza e stabilità. Il cessate-il-fuoco immediato rischierebbe di lasciare Hamas libero di riorganizzarsi e minacciare la popolazione israeliana.