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Ultimo aggiornamento: 11:42

“Penso che l’occupazione di Gaza e alcuni atti gravi in Cisgiordania segnino un salto di qualità di fronte al quale vanno prese delle decisioni che obblighino Netanyahu a ragionare. E non sarebbe una mossa contro Israele, ma un modo per salvare quel popolo da un governo che ha perso ragione e umanità. Bisogna sempre distinguere i governi dagli Stati e dai popoli come dalle religioni che professano. Vale per Netanyahu, vale per Putin, i cui metodi, ormai, pericolosamente si assomigliano”. A parlare, in un’intervista alla Stampa, è il ministro della Difesa Guido Crosetto che da una parte in qualche modo spezza il sostanziale silenzio del governo italiano, fatta salva la condanna rituale dell’uccisione dei civili e le violenze nel West Bank; e dall’altra evoca azioni fattive dei Paesi occidentali nei confronti del governo di Tel Aviv, quando parla di “decisioni che obblighino Netanyahu a ragionare”. E quest’ultimo è un passaggio notevole laddove il governo italiano ha sempre rifiutato finora perfino “banali” sanzioni. Bisogna anche ricordare che l’Italia non ha mai smesso di vendere armamenti a Israele e su questo il ruolo del ministro della Difesa potrebbe non essere secondario.