Venezia meta ambita e punto di partenza. «È la seconda città in Italia per furti con destrezza, dietro Milano: già nel 2023 c’erano 807 denunce ogni centomila abitanti, quattro volte più di Verona, la seconda provincia veneta per incidenza» spiega il governatore del Veneto, Luca Zaia. E da sei mesi la situazione è precipitata. C’è un nuovo fenomeno, non più solo le giovanissime mamme rom che rubano i portafogli ai turisti, ma un racket internazionale che ha portato anche una escalation di violenza: dai furti, alle rapine. Uomini che arrivano dall’Est su dei pullman, si camuffano per confondersi con le persone che animano le calli, colpiscono in sei, due che fanno da palo, gli altri che entrano in azione. Spesso vengono utilizzati anche ragazzini di appena quattordici anni. «Viene chiamata microcriminalità» sbotta il presidente, «ma è una definizione vergognosa, non c’è nulla di micro: non bisogna cominciare a dare a questa gente delle attenuanti fin dal linguaggio. I reati sono tutti compiuti da criminali; poi certo, ci sono diversi gradi di efferatezza. Ma a Venezia il grado è sempre più elevato. E non dimentichiamoci di Mestre, che è la porta della città nonché il luogo scelto da molti turisti per pernottare».
Luca Zaia, pugno di ferro contro gli scippatori: "Ecco il mio piano per salvare Venezia" | Libero Quotidiano.it
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