VENEZIA - Sindaco Luigi Brugnaro, il presidente del Veneto Luca Zaia ha proposto di introdurre la misura del braccialetto elettronico per i borseggiatori recidivi. Cosa ne pensa?

«È importante che il presidente della Regione si sia espresso su un tema su cui noi battiamo il chiodo da anni, ne sono contento. Ma, al di là delle misure che si possono o meno adottare, il problema resta la legge Cartabia. Oggi le forze dell’ordine si trovano costrette a convincere chi viene borseggiato a sporgere denuncia e anche a dichiarare che presenzierà al processo. Ma i turisti derubati non vogliono perdere una delle poche giornate che gli restano per visitare Venezia a compilare carte e, tantomeno, hanno intenzione di tornarvi per presenziare ad un processo. Così l’unica cosa che le nostre forze possono fare è denunciare a piede libero, dare daspo e fogli di via, tutte cose di cui i delinquenti se ne fregano. Senza contare che, nella maggior parte dei casi, parliamo di persone che risultano residenti in campi rom o in indirizzi falsi, perciò quando gli agenti vanno a cercarli per notificare gli atti nemmeno li trovano».

Come sindaco, che poteri ha per affrontare il problema?

«I sindaci poteri non ne hanno. Personalmente ho spinto per investire moltissimo sulla polizia locale, assumendo giovani, formandoli e dotandoli anche di taser. Il 1 gennaio di quest’anno l’organico della polizia locale contava 484 agenti e 82 amministrativi. L’età media dell’organico è stata abbassata dagli oltre 50 anni ai poco più di 30. Hanno frequentato nel 2024 un totale di 34.657 ore di formazione professionale e gli sono state messe a disposizione oltre 800 telecamere di videosorveglianza comunali. Nell’arco dell’intero 2024 hanno emanato 1.297 daspo. Questo per dire che noi i delinquenti li prendiamo: il problema è che poi siamo costretti a lasciarli a piede libero, perché di più non possiamo fare».