Brugnaro ha chiesto di metterli in cella per una notte, Zaia di poterli controllare con il braccialetto elettronico. Il sottosegretario al ministero della Giustizia, il padovano Andrea Ostellari, alza ancora di più l’asticella nella lotta ai borseggiatori: superare il principale ostacolo normativo, la riforma Cartabia, ripristinando la procedibilità d’ufficio e togliere i bambini ai genitori che li mandano a rubare.
Sottosegretario, quelle proposte dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e dal presidente della Regione Luca Zaia sono strade percorribili? Possono essere efficaci?
«Partiamo da un presupposto: i cittadini chiedono sicurezza. Le soluzioni per ottenerla possono essere diverse, e, per risultare efficaci, devono rientrare all’interno di un disegno complessivo. I contributi degli amministratori sono sempre ben accetti, anche perché arrivano da chi ha a che fare con le persone ogni giorno. Sul tema borseggiatrici però la Lega è già al lavoro. Abbiamo depositato una proposta di legge e aperto il dibattito con gli alleati».
Daspo e fogli di via vengono puntualmente violati. Sono strumenti superati?
«Sono utili strumenti di prevenzione e danno molti benefici. Poi, certo, esistono anche violazioni e queste vanno sanzionate. Ricordiamoci che non tutti i criminali sono uguali: c’è chi sbaglia una volta e chi è recidivo. Dotare le Forze dell’ordine e la magistratura di molti e diversi mezzi per contrastare l’illegalità è un vantaggio. La proposta di Luca Zaia, per esempio, di comminare daspo o ammonimenti nei confronti dei turisti indisciplinati può essere funzionale all’obiettivo di rendere più decorose le città d’arte e le mete di maggior richiamo».







