VENEZIA - «Siamo al capovolgimento della realtà», dice il presidente del Veneto Luca Zaia riferendosi a quel colpo basso che tende a mettere in discussione l'opera di chi, come i cittadini non distratti, tutti i giorni cerca di limitare la piaga dei borseggi a Venezia, commentando il fatto che i presunti borseggiatori sono pronti a denunciare i cittadini che danno loro la caccia filmandoli e urlando contro di loro, sostenendo che non hanno alcun titolo per farlo, accusandoli di reati come lo stalking. Fatto che è stato confermato dal sindaco Luigi Brugnaro e dal comandante della polizia locale, Marco Agostini. «Purtroppo - ha commentato Agostini - non possiamo fare nulla perché a livello nazionale mancano le norme per trattenere chi ruba o borseggia. Ho sempre detto che i cittadini non devono sostituirsi alle forze dell'ordine, e questo è il risultato».
Secondo Monica Poli, nota come «Lady pickpocket» per la sua tipica frase che urla in inglese per avvertire passanti e turisti, «se fosse vero saremmo arrivati alla follia pura. Noi che segnaliamo chi ruba e che abbiamo numerose volte evitato gli scippi diventiamo i colpevoli. E' paradossale».
«Sono anni - ha ribadito Brugnaro - che spiego la mia proposta di introdurre la figura di un avvocato che, come il giudice di pace, possa erogare fino a 12 giorni di cella a chi compie questi reati. Il problema è che non c'è una legge nazionale e ora si arriva alla situazione che i borseggiatori denunciano i cittadini. Bisogna intervenire con urgenza», ha concluso.







