BADIA POLESINE (ROVIGO) - La portavoce dell'orrore dell'Olocausto è stata "contestata" sui social. Rachele Cicogna, molto nota a Badia Polesine e nipote di Lala Lubelska, ebrea polacca originaria di Lodz sopravvissuta allo sterminio, è da anni attiva nel portare la testimonianza della nonna e della propria famiglia soprattutto tra i più giovani e nelle aule scolastiche.
Di recente, però, la badiese è stata criticata sulla pagina Facebook “Tavolo Palestina per la pace - Bassa Padovana” dove è stato segnalato un post della stessa Cicogna. Sulla pagina, a corredo di un articolo condiviso da Cicogna, è stato riportato l’invito “a docenti e dirigenti scolastici a rifiutare la presenza” della badiese nelle commemorazioni del 27 gennaio, Giornata della memoria, contestando le presunte posizioni della polesana sul conflitto in Medio Oriente, la quale, a sua volta, ha replicato sottolineando l'impegno "a raccontare una storia accaduta alla mia famiglia 80 anni fa, senza fare politica".
Rachele Cicogna, contattata telefonicamente, commenta così l'accaduto: «Avevo pubblicato un articolo che mi interessava, in particolar modo su quello che sta succedendo alla Mostra del Cinema di Venezia. Poi ho visto che era stato condiviso da questo gruppo. Il mio post riportava sostanzialmente un pezzo de “Il riformista” che mi piaceva perché parlava delle esclusioni degli artisti dal festival, in particolare l’accesso interdetto agli attori Gal Gadot e Gerard Butler. Quindi, quanto scritto, non è nemmeno di mio pugno, ma è stato condiviso più volte».








