È firmata da oltre 100 Ong la lettera aperta inviata ai governi di tutti i 27 Stati membri della Unione Europea. Un invito a fidarsi della scienza, a rifiutare, fermare il declassamento del lupo. C’è ancora modo così facendo à di preservare la direttiva Habitat (che si fonda su criteri ecologici e non socioeconomici) della stessa Ue. La proposta di declassamento dei lupi è al momento all'esame della Corte di giustizia europea. I 27 Stati membri dell'Ue dovrebbero attendere la sentenza definitiva della Corte prima di apportare modifiche alle loro leggi nazionali. Il declassamento a livello nazionale non è obbligatorio e gli Stati membri dell'Ue hanno tempo fino a gennaio 2027 per recepirlo nella legislazione nazionale. Ma possono però decidere di respingerlo del tutto. Le 100 Ong spiegano che il declassamento manca di solide basi giuridiche e scientifiche e potrebbe essere ribaltato dalle prossime sentenze della Corte di giustizia europea. Il Portogallo, la Repubblica Ceca, il Belgio e la Polonia hanno già annunciato che manterranno una protezione rigorosa per i lupi. Altri Stati membri dell'UE stanno attualmente valutando posizioni simili. I lupi in Europa non costituiscono una popolazione unica e uniforme. E la maggior parte delle sottopopolazioni di lupi nell'Ue rimane vulnerabile, a rischio o in pericolo.
Il lupo «italicus» è unico al mondo: «Non declassatelo»
Green Impact con oltre 100 Ong scrive ai governi di tutti i 27 Stati membri della Ue. Al momento un ricorso contro il declassamento pende alla Corte di Giustizia, poi i Governi entro gennaio 2027 potranno recepire il provvedimento. Portogallo, Repubblica Ceca, Belgio e Polonia manterranno la protezione attuale









