Un'ipotesi "errata", prosegue Casasco, "per quattro ragioni" precise. "Per prima cosa, si penalizza il risparmiatore che ha investito in azioni, merce rara nel mercato italiano con un mercato azionario di piccole dimensioni e si disincentiva l’investimento futuro, proprio nel momento in cui serve più capitale di rischio per finanziare la crescita e la transizione tecnologica". In secondo luogo, spiega ancora il forzista, "si penalizza retroattivamente il valore e quindi l’attrattiva delle aziende virtuose che hanno annunciato buyback". In terzo luogo, "si scoraggiano e allontano gli investitori istituzionali internazionali (di cui tanto abbiamo bisogno per sostenere il nostro sviluppo) che, ancora una volta, vedrebbero l’Italia come Paese poco affidabile - dopo il grande merito del Governo di aver garantito stabilità, occupazione, rating e spread straordinari rispetto a Germania e Francia -, in quanto si allontana dagli standard internazionali, anche retroattivamente". La quarta ragione risiede nel fatto che "si penalizzano i fondi pensione e quindi, indirettamente, i cittadini, incentivando, di conseguenza, gli investimenti esteri (il contrario di quel che è desiderabile e che, a parole, chiede il governo, anche con misure forti quali il ricorso al golden power)".
Casaco (FI): "Ecco le quattro ragioni per cui tassare il buyback non ha senso"
"Il buyback - riacquisto di azioni proprie - è un'operazione compiuta dalle aziende sane in tutti i principali paesi con economia di m...










