Forza Italia chiude ogni porta. Non vuol sentir parlare di altre tasse, e tantomeno di un nuovo prelievo specifico sulle banche. Agli istituti di credito non si può imporre alcunché, con loro al massimo si può parlare, insiste Antonio Tajani. E proprio la tassa sul riacquisto delle azioni proprie delle grandi imprese quotate in Borsa, rispuntata nei giorni scorsi, è stata una delle opzioni discusse al tavolo del dialogo tra il governo e le banche, che fanno ampio uso di questa pratica, quando poi si arrivò al patto che prevedeva il rinvio delle deduzioni fiscali per il 2025 e 2026.

Allora l’opzione fu scartata perché non garantiva un risparmio sicuro per i conti pubblici, da poter mettere subito in conto, cosa invece possibile con il rinvio delle deduzioni, che ha permesso al governo di stanziare 4,3 miliardi in meno nel biennio ‘25-’26 per il rimborso dei crediti di imposta.