ROMA - L’aliquota oscilla tra il 2% e il 3%. A tanto potrebbe ammontare la tassa che il governo sta pensando di far pagare alle banche che acquistano azioni proprie sul mercato. Non solo a loro. L’idea, infatti, è coinvolgere tutte le società quotate che ricorrono al buyback: assicurazioni, operatori finanziari, gruppi industriali e colossi energetici.

Sul tavolo della misura che punta a recuperare risorse utili per la manovra c’è più di uno schema, ma quello che al momento convince di più i tecnici è il modello in vigore negli Stati Uniti dal 2023: un’imposta generalizzata, non settoriale come quella adottata dalla Francia sulle riduzioni di capitale delle grandi imprese. Resta indietro anche l’ipotesi di estendere il perimetro della Tobin tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie che oggi è applicata anche sul buyback, ma senza coinvolgere il riacquisto delle azioni che saranno poi annullate. Un effetto nullo, quindi, sul passaggio chiave dell’operazione che determina una diminuzione delle azioni in circolazione e quindi, come risultato finale, un maggiore valore delle stesse.

Manovra, per le banche spunta la tassa sul riacquisto delle azioni

di Giuseppe Colombo, Giovanni Pons

28 Agosto 2025