"Giorgetti mi ha assicurato durante l'ultima riunione del Consiglio dei ministri che non ci sarà alcuna tassa sugli extraprofitti, che è un concetto un po' da Unione Sovietica.

Io non credo che si debba intervenire con misure impositive, si deve invece avere un colloquio serrato. Sono in corso colloqui con il mondo bancario, il mondo assicurativo, perché possano dare un contributo alla manovra, cosa che è giusta. Ma un conto è fare una scelta condivisa, un conto è mettere una tassa che rischia di spaventare". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando con i giornalisti a margine dei Med Dialogues a Napoli.

In una nota pubblicata sui profili social del partito Forza Italia ha fatto sapere che "non voterà, né in Cdm né in Parlamento, alcuna tassa sugli extraprofitti. Giusto prevedere un accordo fra il governo e le banche per contribuire a finanziare il sistema sanitario, le imprese, gli aumenti dei salari e il taglio dell'Irpef. Siamo contro ogni imposizione autoritaria che spaventi i mercati, gli investitori italiani e stranieri creando un grave danno economico all'Italia".

Quello del contributo da banche e assicurazioni in manovra è uno dei nodi ancora da sciogliere per la maggioranza, alla ricerca di una quadra in vista del varo della legge di bilancio, al momento in calendario domattina alle 11 quando dovrebbe tornare a riunirsi il consiglio dei ministri. Per chiudere le intese - e le tecnicalità - sulle misure da inserire nella prossima manovra è atteso nel tardo pomeriggio un nuovo vertice a Palazzo Chigi. C'è anche chi non esclude che si possa arrivare a lunedì e chi ipotizza che invece domani possa intanto arrivare un via libera "salvo intese". Tra gli altri nodi anche la speding review a carico dei ministeri.