Come cane e gatto: ingegneri noiosi, architetti creativi. Così vuole la leggenda. I primi sempre con calcolatrice e compasso in mano, meticolosi fino alla pignoleria, monocordi in tutto il resto della vita. I secondi geniali, scoppiettanti, con cui ti diverti a fare serata e da cui c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Sono balle. E il libro di Maurizio Milan, ingegnere di lungo corso- Affinità strutturali (Bompiani) - dimostra quanto certi luoghi comuni, talvolta con un fondo di verità, vadano comunque presi con le pinze. Da più di quarant’anni il veneziano Milan lavora gomito a gomito con mio padre Renzo – Piano, l’architetto genovese che si arrabbia se lo chiamano archistar – costruendo in ogni angolo del mondo. Hanno lasciato segni in Uganda e a Mosca, in Grecia e Bosnia-Erzegovina, ma anche a casa nostra. Insieme hanno firmato l’auditorium dell’Aquila, costruito subito dopo il terremoto, la chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo, il Muse di Trento che celebra la scienza, lo stadio di Bari, la torre piloti nel porto di Genova che sembra una sentinella sull’attenti, fino al ponte San Giorgio, allora Morandi, che l’incuria e l’avidità di taluni hanno lasciato crollare insieme a quarantatré vite.
Mio padre Renzo Piano e il suo amatissimo "nemico" | Libero Quotidiano.it
Come cane e gatto: ingegneri noiosi, architetti creativi. Così vuole la leggenda. I primi sempre con calcolatrice e compasso in mano...






