«Allora ragazzi, cominciamo. Ma prima ho bisogno che mi ricordiate una cosa: perché sono professore?». Renzo Piano sorride divertito. Si volge indietro, come se davvero aspettasse una risposta; uno dei suoi collaboratori fa anche il gesto di sussurrargli qualcosa ma è solo un modo per stare al gioco. Poi l’architetto torna a guardare gli studenti. «Ah sì, per alta qualifica acquisita. Non si sa quando, non si sa dove. La verità è che io non lo so fare il professore, per questo oggi vi offro il mio martirio».