Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

28 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 7:45

“Chiunque va negli ospedali palestinesi, anche se sta bene esce morto. Non ci sono apparecchiature, medicine, materiale per il pronto soccorso, non c’è niente di niente perché è un ospedale palestinese e non ci sono soldi per tenerlo in vita. In Palestina è meglio non ammalarsi. Eppure i malati sono tanti. Questa maledetta guerra ci sta annientando e non c’è una sola ragione sensata che la giustifichi.”

Conobbi Nua nel marzo 2005, durante uno dei miei viaggi in Israele e Palestina. Nua è una pediatra palestinese che lavora in un ambulatorio messo in piedi da suore francesi a Gerusalemme. Ogni mattina si reca a piedi, dalla sua casa a Gerusalemme est, fino all’ambulatorio dove si occupa di visitare e curare i bambini poveri. Naturalmente i pazienti sono tutti palestinesi. Con Nua ci incontriamo, grazie a un comune amico, in quella città che gli israeliani chiamano Yerushalayim, “città della pace”, e gli arabi Al-Quds, “la santa”.