Per Maurizio, anche in quest’anno scolastico, non ci sarà una scuola disposta ad accoglierlo. La mamma Giovanna (entrambi i nomi sono di fantasia per tutelarne la privacy) non sa più cosa fare. Aspetta notizie da qualche istituto, e spera che qualcosa si muova, anche se a due settimane dalla riapertura delle scuole sta cominciando a perdere le speranze. «Ma possibile che in tutta Roma non ci sia un istituto in cui io possa iscrivere mio figlio? Possibile che in tutte le scuole in cui ho chiesto di prenderlo i posti per i disabili siano finiti», si chiede quasi rassegnata. Il Corriere, nelle pagine romane, si era occupata di Maurizio, ragazzo di 17 anni che rientra nello spettro autistico lieve, a marzo di quest’anno, quando erano emerse le prime difficoltà nel suo percorso scolastico. Iscritto inizialmente all’Itis Pascal al Labaro, Maurizio era stato confinato in «un’aula “dedicata”», racconta Giovanna, «una classe definita “speciale”, nella quale passava il suo tempo con altri ragazzi disabili a colorare». Poco dopo quella scoperta, gli insegnanti hanno cominciato a parlare «di problemi comportamentali di Maurizio, mai verificatisi prima».
Nessun istituto vuole Maurizio, il 17enne autistico non trova classe. La mamma: «Zero disponibilità, non riesco a iscriverlo»
Secondo la donna, il suo ragazzo è stato esclusi. «Era stato confinato in una classe “speciale” con altri disabili, in cui colorava e basta»







