Alessandro Impagnatiello è risultato totalmente nullatenente anche grazie a una vendita di comodo della sua auto. La stessa sulla quale per tre giorni aveva trasportato il corpo di Giulia Tramontano e del bimbo che portava in grembo, prima di confessare il delitto. Lo ha accertato il Tribunale civile di Milano per il quale la vendita dell’auto alla cognata Laura Ciuladaite, 36 anni, è stata fatta solo per evitare che finisse tra i beni con cui dover risarcire la famiglia della vittima. La donna è stata quindi condannata a pagare l’equivalente del valore dell’auto, 20 mila euro. Più 5 mila euro di spese legali. Somma che comunque copre una piccolissima parte del risarcimento complessivo.
Impagnatiello, al fratello una procura d'urgenza (due mesi dopo il delitto) per vendere l'auto e apparire nullatenente. La sorella di Giulia: «Feccia umana»
Alessandro Impagnatiello dal carcere ha firmato una procura speciale al fratello Omar: ora la cognata del 32enne ergastolano è stata condannata per l'acquisto di comodo dell'auto in cui per tre giorni fu nascosto il cadavere. Chiara Tramontano: «E parlano di giustizia riparativa?»











