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27 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 15:42
Comprò l’auto di Alessandro Impagnatiello nel tentativo di far apparire l’uomo nullatenente ed evitargli così di pagare il risarcimento alla famiglia di Giulia Tramontano. Con questa accusa, la cognata dell’ex barman che, nel maggio 2023, ha ucciso la fidanzata incinta di sette mesi è stata condannata a risarcire con circa 25mila euro i parenti della vittima. La donna – moglie del fratello di Impagnatiello – è stata citata in giudizio dalla famiglia Tramontano davanti al Tribunale civile di Milano.
Il giudice Francesco Pipicelli ha dato ragione alla famiglia della vittima, rappresentata dagli avvocati Rosario Santella e Giovanni Cacciapuoti, secondo cui quella macchina sarebbe stata venduta alla cognata di Impagnatiello solo al “fine di sottrarre il predetto bene alle ragioni creditorie dei familiari di Giulia Tramontano”. Una mossa, quella della vendita dell’auto da Impagnatiello alla cognata, che, secondo il Tribunale, sarebbe servita per “diminuire la consistenza patrimoniale” dell’ex barman e farlo risultare nullatenente, anche nell’ottica dei risarcimenti nel processo per l’omicidio, nel quale è stato condannato all’ergastolo in primo e secondo grado.










