Due mesi dopo il femminicidio di Giulia Tramontano, e quando il suo compagno Alessandro Impagnatiello era già in carcere, l'auto che il barman aveva usato per trasportare il corpo senza vita della giovane donna fu venduta alla cognata di Impagnatiello. E non per un caso, dice ora una sentenza del tribunale civile: ma per far risultare Impagnatiello nullatenente ai fini dei risarcimenti alla famiglia Tramontano.

Per questo motivo Laura Ciuladaite, origini romene e casa a Desio con Omar Impagnatiello, è stata condannata dal tribunale civile milanese a risarcire i genitori, la sorella e il fratello di Giulia con 25mila euro. Il giudice Francesco Pipicelli ha dato ragione alla famiglia della vittima, che si è costituita in giudizio con gli avvocati Rosario Santella e Giovanni Cacciapuoti, stabilendo che la T-Roc Volkswagen sia stata venduta "all'esclusivo fine di sottrarre il predetto bene alle ragioni creditorie dei familiari di Giulia Tramontano". Era stato l'ex barman, dal carcere, a fare una procura speciale al fratello per occuparsi della questione. E nell'agosto successivo al delitto del maggio 2023 l'auto era passata alla moglie di Omar per 10mila euro.

Caso Tramontano, no alla giustizia riparativa per Impagnatiello: “Non ha rielaborato l’omicidio”