La lettera della nostra lettrice racconta un caso piuttosto diffuso di mancato riconoscimento: “Ero ritenuta troppo vecchia e chiunque mi è passato avanti”. L’analisi di Mapi Danna: un errore del sistema, che rende le donne invisibili, ma dobbiamo ribellarci per le nostre figlie
di Sarah Barberis
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L’età pesa sul lavoro molto prima di quanto immaginiamo. Un esperimento condotto dagli economisti svedesi Magnus Carlsson e Stefan Eriksson ha mostrato quanto: inviando 6.000 curriculum identici, con l’unica differenza dell’età dei candidati, hanno rilevato che già a 40 anni le probabilità di essere ricontattati iniziano a calare. Ogni decennio in più riduce del 5% le possibilità di ottenere un colloquio. Dal report Talent Trends 2024 di Page Executive emerge che il 44% dei lavoratori si sente discriminato per l’età. La percentuale sale al 56% tra gli over 50. Eppure l’adozione di team intergenerazionali apporta diversi vantaggi, per i junior e per i senior. Di discriminazione legata all’età e al genere parla la lettera che ci ha mandato Luisa questa settimana, a cui risponde Mapi Danna, scrittrice, formatrice, human sustainability specialist, esperta di dinamiche relazionali e Women Empowerment.






