Lo scudo penale dei medici? Si parla da anni di stabilizzarlo, a grande richiesta dei camici bianchi - che l’ottennero con il Covid per poter svolgere con maggiore serenità il proprio lavoro nel periodo difficilissimo della gestione della pandemia - ma che ne rivendicano la necessità nella vita lavorativa di tutti i giorni, colpiti come sono da migliaia di cause che nella stragrande maggioranza dei casi (97%) si risolvono in un nulla di fatto ma che contribuiscono ad allontanarli dalla sanità pubblica e dalle specializzazioni più rischiose. E che comportano un costo stimato di circa 10 miliardi di euro.
Scudo ancora in freezer
Ebbene, la messa a regime di questo provvedimento la cui ultima proroga scadrà a fine anno, prevede con una modifica al codice penale la punibilità del medico per morte o lesioni solo in caso di dolo o di colpa grave, sembrava a un passo dall’essere raggiunta nell’ultimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva. Ne è uscita una fumata nera e così sarà anche per il Cdm di fine agosto in cui sembrava “papabile”: il provvedimento risulta congelato e chissà che sulla vicenda non pesino anche le tensioni delle ultime settimane legate alla nomina e poi alla revoca da parte del ministro della Salute Schillaci degli esperti del Nitag, il Comitato di esperti sui vaccini in cui erano stati inseriti due esponenti fortemente contestati.







