Erdapfel. Tradotto: mela terrestre. Nel Germanisches National Museum di Norimberga c'è un singolo oggetto straordinario che vale i circa mille chilometri che ho percorso per poterlo vedere e studiare da vicino.

Si tratta del primo mappamondo della storia. Nato sbagliato e anche un po' sfortunato dato che l'anno di creazione è uno scherzo del destino: il 1492. Mentre il cartografo e viaggiatore Martin Behaim lo terminava anche grazie al pittore e illustratore di libri Georg Glockendon, Cristoforo Colombo aggiungeva le americhe a quel grosso vuoto che incombeva sulla conoscenza geografica e cartografica. Ma per certi versi è questo l'aspetto più affascinante del globo di Behaim: se da una parte rappresenta la spinta alla conoscenza e alla comprensione del mondo che stava prendendo forma nel Quattrocento e che solo un viaggiatore amante della scienza poteva esprimere (Behaim ha anche migliorato l'astrolabio e ha contribuito alla diffusione del quadrante nella navigazione), dall'altra l'Erdapfel sembra ancora uscire dalle nebbie mistiche e intrise di leggende e miti del Medioevo. Così accanto a notazione merceologiche corrette e alla segnalazione di miniere che avrebbero spinto chissà quanti uomini a potenziare il commercio, troviamo tra i suoi 200 pittogrammi animali esoterici più che esotici, frutto del racconto dei primi veri grandi esploratori dell'Asia e dell'Africa. Oltre che terre mai esistite come l'isola di San Brandano, il monaco irlandese protagonista della Navigatio sancti brendani che era parte della biblioteca di Dante Alighieri.