La prima mappa della Moscovia, l'attuale Russia, apparve a Venezia 500 anni fa esatti. L'artista che la compose era, Battista Àgnese (1500circa-1564), un genovese approdato da tempo in laguna. Aveva letto il libretto pubblicato nel 1525, in latino, dal vescovo Paolo Giovio, medico, storico, un umanista nato a Como, che era stato anche diplomatico a Venezia. Di lui resta memorabile anche una sua lettera dove descrive anche l'emozione per il sensualissimo ballo di una nobildonna veneziana. Descrisse quel territorio senza averlo mai visto ma i racconti quasi quotidiani che gli faceva in latino l'ambasciatore russo a Roma, Dimitri Gerasimov, valevano quanto l'esplorazione di un satellite.

Nella carta di Agnese al Museo Correr - e le cui copie, un'ottantina, fecero conoscere la Russia all'Europa di allora - si vede tutto benissimo: dalla capitale Mosca ai fiumi Moscova o Don; dalla Transilvania, alla Tartaria. Nello stesso Atlante, tra le 33 mappe ne esiste anche una del mondo allora conosciuto; e gli oceani sono solcati è la prima volta - da una linea oscillante: è il tracciato della prima circumnavigazione del mondo compiuta da Ferdinando Magellano (1519-22). «Una linea elegante che in altre sue carte è argentata o dorata, come quella che conduce dalla Spagna al Perù. Ma se qualche sprovveduto marinaio di allora avesse tentato di ripercorrere quei tracciati "di Magellano" si sarebbe trovato in difficoltà. E non ci sono poi, nelle varie altre carte, due linee che coincidano. Le folgoranti rotte aperte dai navigatori rinascimentali colpivano l'immaginazione ma, in ultima analisi erano sbagliate». I portolani del Cinquecento che riportano l'idea di un viaggio sono pasticcio o no, per noi moderni che non ci togliamo dalla mente quelle tracce?