Verso la metà del Cinquecento viene stampato a Venezia quello che è considerato il primo trattato geografico della storia dell'editoria. Si intitola "Navigationi e viaggi" e lo compila uno dei più raffinati intellettuali veneziani del periodo, Giovanbattista Ramusio. Era un segretario, cioè apparteneva alla classe dei cittadini, intermedia tra patriziato e popolo, che forniva alla repubblica la burocrazia statale ed era garante della continuità del potere, esercitato dai patrizi. Nel 1505 entra come segretario nella cancelleria ducale e la sua carriera culminerà con le cariche di segretario del Senato prima e del Consiglio dei Dieci poi. Utilizzerà questa sua posizione, di potere e di prestigio, per farsi mandare quante più relazioni geografiche possibile, rivederle, tradurle e pubblicarle.
A questo affascinante padre della geografia contemporanea dedica un libro Andrea di Robilant, "L'atlante di Ramusio. Vita di un geografo veneziano", edito da Corbaccio. Robilant, già giornalista della "Stampa" e di "Repubblica", autore di alcuni memorabili libri di storia veneziana, dalla vita di Lucia Memmo, all'amore di Ernest Hemingway per Adriana Ivancich, si è ritrovato ad avere a che fare con Ramusio mentre scriveva "Irresistibile Nord", la storia dei viaggi dei fratelli Zen nell'Oceano Artico verso l'America del Nord.








