Nel 1569 il cartografo fiammingo Gerardo Mercatore realizzò quella che ancora oggi è la mappa geografica a cui tutti pensiamo quando immaginiamo una proiezione piana dei cinque continenti. La proiezione di Mercatore, su cui si basano le mappe più diffuse – quelle che troviamo nei libri scolastici, negli atlanti e nelle app come Google Maps e OpenStreetMap – non mostra i continenti nelle loro reali proporzioni. L’Africa, per esempio, appare molto più piccola di quanto dovrebbe essere. Pensata originariamente per i marinai, la proiezione di Mercatore consentiva di tracciare rotte di navigazione sotto forma di linee rette, rendendo più sicuri e rapidi i viaggi per mare.

Una scelta funzionale, che però comporta una conseguenza: più ci si allontana dall’equatore, più le terre vengono ingigantite. Ecco perché sulla mappa l’Africa sembra avere le stesse dimensioni della Groenlandia, quando in realtà è quattordici volte più grande. È per questo motivo che l’Unione Africana ha sottoscritto nelle ultime settimane l’iniziativa Correct The Map, promossa da organizzazioni come Africa No Filter e Speak Up Africa, che punta a ridisegnare le cartine geografiche, restituendo al continente la sua vera grandezza. L’organismo, che ha sede a Addis Abeba e conta 55 Stati membri, è pronto ad accrescere la pressione sulle Nazioni Unite e altri organismi multilaterali come la Banca mondiale. «Sembra si tratti solo di un planisfero ma in realtà non è così» ha detto all’Agenzia Dire la vicepresidente della Commissione dell’Ua Selma Malika Haddadi, denunciando una distorsione culturale e politica. Nella sua prospettiva il modello cartografico da adottare è la “Equal Earth”, una proiezione pseudo-cilindrica ideata nel 2018 da Bojan Shavric, Bernhard Jenny e Tom Patterson che ha il vantaggio di mantenere le proporzioni reali delle superfici.