L'avviso che circola da settimane sull'urgenza da parte degli amministratori dei gruppi WhatsApp di attivare la "privacy avanzata" nelle proprie chat è una bufala, una fake news che fa leva sullo spauracchio dell'intelligenza artificiale connessa ai dati sensibili degli utenti del servizio di messaggistica.L'allarme ha iniziato a circolare inizialmente a fine luglio su Facebook e si è diffuso in modo molto rapido anche sugli altri social network fino ad arrivare proprio su WhatsApp, dove grazie al meccanismo degli inoltri è diventato definitivamente virale. Già, perché se da una parte l'impostazione privacy avanzata di WhatsApp esiste davvero, d'altro canto ciò di cui si occupa questa opzione è ben altro: cerchiamo di fare chiarezza.L'avviso sulla privacy delle chat di WhatsApp diventato viraleIl post iniziale, come riportato dalla piattaforma di fact-checking indipendente Facta, è datato 22 luglio (vedi sotto) e lancia un allarme molto preciso: “A causa delle continue sfide alla cybersicurezza dell'intelligenza artificiale, è fondamentale che tutti gli amministratori di gruppi WhatsApp attivino immediatamente le impostazioni avanzate sulla privacy delle chat”. In caso contrario, le conseguenze sarebbero gravi, perché le AI potrebbero “accedere legalmente a tutti i messaggi delle chat di gruppo, ai numeri di telefono dei membri e persino ai dati personali memorizzati sui telefoni. Questo include anche le chat 1 a 1!”.Segue quindi una piccola guida per attivare le funzioni di privacy avanzata e mettersi al sicuro dal pericolo, con l'invito a condividere quanto più possibile l'allarme e l'emblematica frase finale tutta in maiuscolo sulla necessità di muoversi subito in tutti i gruppi e canali WhatsApp in cui si è presenti.Cosa fanno davvero le impostazioni avanzate della privacy di WhatsApp(WhatsApp)