Le catene di Sant'Antonio sono come i rotoli di carta igienica di un noto brand: non finiscono mai. Nelle ultime ore si è diffusa su WhatsApp una serie di messaggi che invitano gli utenti ad attivare una funzione chiamata «Protezione avanzata delle chat». I messaggi, inoltrati molte volte, arrivano in diverse varianti, ma lo scopo è lo stesso: indurre ad attivare una funzionalità utile ad aumentare la privacy e - almeno queste sono le intenzioni dichiarate - limitare il raggio d'azione di Meta AI, l'intelligenza artificiale generativa dell'azienda di Zuckerberg che è stata integrata su tutte le sue piattaforme, tra cui WhatsApp, lo scorso marzo.
Cos'è la Privacy Avanzata di WhatsApp e perché non c'entra niente con l'intelligenza artificiale Meta AI
Circola nei gruppi e nelle chat di WhatsApp un avviso che consiglia di attivare la privacy avanzata su WhatsApp per evitare che Meta AI possa leggere i nostri messaggi, vedere i nostri contatti e recuperare i nostri dati salvati sul telefono. Come stanno le cose e a cosa ha accesso Meta AI







