"Io qui ci resto. Questa situazione è inaccettabile". Non ha alcuna intenzione di abbandonare la nave Beppe Caccia, capomissione della Mediterranea dell'omonima Ong di Luca Casarini che le autorità hanno provveduto a bloccare e sequestrare nel porto di Trapani, dove ha fatto sbarcare 10 migranti, contravvenendo alle disposizioni del Viminale che avevano indicato come porto di destinazione quello di Genova.

"Poco prima che arrivassimo a destinazione - ha ricostruito la vicenda Caccia al Corriere della Sera - ci è stato detto via radio se eravamo consapevoli che il nostro porto assegnato era quello di Genova e che quindi, stavamo compiendo un'azione non consentita. Abbiamo dimostrato che ne eravamo consapevoli".

MEDITERRANEA, FDI CHIUDE IL CASO E ZITTISCE LA SINISTRA: "LE LEGGI SI RISPETTANO"

"Nel pomeriggio di oggi Questura, Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto di Trapani hanno notificato a bordo a c...

Per il capomissione di Mediterranea Saving Humans quella del governo è "una chiara vendetta per aver disobbedito all’ordine di sbarcare a Genova. Questura, Guardia di finanza e Capitaneria di Porto di Trapani ci hanno notificato il verbale con cui la nave Mediterranea viene colpita dalle misure previste dal decreto legge Piantedosi: sanzione fino a 10mila euro e fermo amministrativo la cui durata sarà decisa dal prefetto di Trapani entro cinque giorni".