A BORDO DI MEDITERRANEA – “Abbiamo fatto semplicemente la cosa giusta. Se ci saranno conseguenze, le affronteremo e faremo di tutto perché questa nave torni a fare soccorsi, resi necessari dalle omissioni istituzionali”. Capomissione della nave Mediterranea alla sua prima uscita in mare e cofondatore dell’omonima ong, Beppe Caccia, insieme al comandante Paval Botica, ieri ha deciso di ignorare l’ordine del Viminale di fare rotta verso Genova e puntare su Trapani, dove la nave ha attraccato in serata. Parla dal ponte della nave attraccata in porto, mentre arriva la notizia dell’ultima tragedia del mare: ieri sera il veliero ong Nadir ha recuperato i corpi di tre bambini, morti a poche miglia da Lampedusa. “L’ennesima strage evitabile”, commenta Caccia.

Che bilancio fa di questa prima missione?

“Noi siamo soddisfatti. Parlano i fatti: ieri sera dieci ragazzi fra i 14 e poco più di vent’anni, che arrivano da Paesi in cui conflitti, repressione politica, persecuzione di minoranze sono all’ordine del giorno e sono sopravvissuti alla Libia e alla traversata, hanno finalmente toccato terra, dove potranno ricevere cure e assistenza di cui hanno bisogno. E per noi, cura, diritti e dignità vengono prima di tutto”.