Accerchiata dai miliziani libici la nuova nave Mediterranea dell'organizzazione italiana del soccorso in mare entrata la scorsa notte nella zona Sar, con a bordo Beppe Caccia come capo missione e 23 persone di equipaggio, di cui 12 volontari (compresi i veneti Denny Castiglione, soccorritore; Mimmo Risica, medico cardiologo; Cecilia Casalini, protection officer, specializzata nella raccolta delle testimonianze) e 11 marittimi. A partire dalle 5 di questa mattina, 18 agosto, l'imbarcazione impegnata nell'attività di pattugliamento e monitoraggio in acque internazionali (a circa 30 miglia nautiche dalle coste della Libia), è stata circondata da diversi gommoni veloci militari che avevano a bordo uomini armati con pistole e fucili mitragliatori. Alla richiesta di identificazione, nessuno ha risposto, riferisce la ong.

«Dalle 5 di stamani la nostra nave è stata circondata da diversi gommoni veloci militari, che avevano a bordo ciascuno 5/6 uomini armati con pistole e fucili mitragliatori. Le imbarcazioni non hanno risposto a nessuna richiesta di identificarsi - si legge nel comunicato diramato dalla ong Mediterranea Saving Humans -. A un certo punto, intorno alle 7.30, sono diventati ben otto i rhib disposti a cerchio intorno a Mediterranea e hanno cominciato pericolose manovre intorno alla prua della nave, mentre i miliziani a bordo, in divisa e molti con il volto coperto dal passamontagna, facevano gesti di minaccia all’indirizzo del nostro equipaggio».