A BORDO DI MEDITERRANEA – Una presenza costante. Dopo le intimidazioni di ieri mattina, con fino a otto imbarcazioni libiche che per ore hanno girato attorno e minacciato Mediterranea e il suo equipaggio, per tutta la notte un rhib cabinato, una lancia veloce, ha seguito da vicino la nuova nave dell’omonima ong italiana. È arrivata come sempre a gran velocità, ha agganciato la rotta della “old red lady” quando pattugliava il mare in acque internazionali al largo di Tripoli, si è affiancata e non è andata più via. Sta a un miglio, un miglio e mezzo.

Il regalo di Roma

Abbastanza per farsi distintamente vedere, non sufficientemente vicino da farsi identificare. La forma però è familiare. Sembra una delle imbarcazioni che Roma ha regalato alla Libia. All’apparenza, del tutto simile a quelle utilizzate in Italia dalla Finanza per le operazioni di soccorso in mare. In mano a Tripoli, da ieri viene utilizzata per marcare una nave umanitaria pensata per rispondere alle emergenze.

Tutti morti

Altre motovedette libiche invece probabilmente nelle stesse ore hanno intercettato e catturato chi dalla Libia tentava di scappare. Lo racconta un gommone semiaffondato avvistato dall’aereo civile Colibrì di Pilotes Volontaires. Nessuno di quanti si trovavano a bordo ormai potrà confermare l’ipotesi.