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24 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 15:01

La notte scorsa la Ocean Viking, la nave umanitaria della ong Sos Méditerranée, ha soccorso un’imbarcazione in gomma nelle acque internazionali a Nord della Libia. “Abbiamo salvato 47 persone tra cui 9 minori non accompagnati – scrive Sos Méditerranée su X -. Molti di loro fuggono dalla guerra in Sudan. Le autorità italiane hanno assegnato Marina di Carrara come porto di sbarco. 1.300 km lontano dall’area del salvataggio e 3 giorni e mezzo di navigazione in più che terranno la nostra nave lontana dal Mediterraneo”. L’episodio rilancia la questione delle cosiddette “rotte vessatorie” imposte dal governo alle navi civili che operano nel Mediterraneo centrale, dove dall’inizio dell’anno almeno 400 persone sono morte e 318 risultano disperse, dicono i dati al 16 agosto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Nello stesso periodo, precisa l’agenzia dell’Onu, i migranti intercettati in mare e riportati in Libia sono stati 14.554, di cui 12.617 uomini, 1.324 donne, 468 minori e 145 di cui non si conoscono i dati di genere.

A disobbedire agli ordini del Viminale che aveva assegnato il porto di Genova, è stata sabato 23 agosto la nuova nave di Mediterranea Saving Humans. “Con onde di quasi tre metri – ha spiegato l’equipaggio – abbiamo scelto il porto più vicino”. La nave è approdata a Trapani nella serata di sabato e i dieci migranti a bordo sono già sbarcati: kurdi di Iran e Iraq, egiziani e siriani, tra cui tre minori non accompagnati di 14, 15 e 16 anni. Tutti gettati in mare da miliziani libici, aveva denunciato la ong dopo il salvataggio nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi. Al molo di Trapani, oltre alla polizia, c’erano i volontari di Save the Children e un pulmino della Croce rossa italiana. “A bordo sono saliti il medico dell’Usmaf – ha spiegato Beppe Caccia, capomissione di Mediterranea – e le persone sono state tutte fatte sbarcate. Poco prima che arrivassimo a destinazione ci è stato detto via radio se eravamo consapevoli che il nostro porto assegnato era quello di Genova e che quindi, stavamo compiendo un’azione non consentita. Abbiamo dimostrato che ne eravamo consapevoli”.