Mentre Mediterranea, la ”nave dei veneti” Luca Casarini e Beppe Caccia, è riuscita a far sbarcare nel porto di Trapani i dieci migranti soccorsi l’altra notte dopo essere stati buttati in acqua «a calci e pugni» da un gommone, un’altra ong è tornata ad accusare la Guardia libica: «Ci hanno sparato contro», ha denunciato la nave Ocean Viking.
«Centinaia di proiettili esplosi dalla Guardia libica in acque internazionali contro la nave Ocean Viking», «un violento e deliberato attacco», hanno denunciato - esibendo le foto dei bossoli e dei finestrini frantumati dai colpi - gli attivisti di Sos Mediterranée, che a bordo dell'imbarcazione nelle ultime ore avevano appena soccorso un gommone al largo della Libia salvando decine di persone tra cui nove minori non accompagnati. «Gli 87 sopravvissuti e l'equipaggio stanno bene. Stiamo lavorando a ricostruire gli eventi», hanno spiegato ancora dalla nave della Ong, ora in direzione delle coste italiane, dopo che il Viminale ha indicato Marina di Carrara come porto di sbarco. Prima di annunciare l'attacco della Guardia libica, Sos Mediterranée aveva lamentato la lunga distanza della meta indicata dal ministero, che si trova a 1.300 chilometri dall'area di salvataggio: «Sono tre giorni e mezzo di navigazione che terranno la nostra nave lontana dal Mediterraneo». Solidarietà all'equipaggio della Ocean Viking è arrivata dall'altra ong di Sea Watch, che ha incalzato il governo: «Cos'altro deve succedere perché l'Italia smetta di finanziare queste pericolose milizie criminali?».











