Venti minuti di raffiche di mitra che hanno colpito lo scafo della nave, il ponte superiore, i galleggianti e le attrezzature di soccorso. Attorno alle 3 di ieri pomeriggio la Ocean Viking è stata attaccata dalla Guardia costiera libica. Era in acque internazionali a 40 miglia dalle coste libiche, aveva già effettuato due soccorsi e su autorizzazione del centro di coordinamento e soccorso di Roma stava per facendo rotta verso un terzo barchino malmesso che si trovava in area.

L’attacco partito da una motovedetta regalata dall’Italia

Improvvisamente, la nave è stata avvicinata da una motovedetta. Le insegne sulla fiancata la identificano come uno dei natanti della Guardia costiera libica, nello specifico una delle imbarcazioni che l’Italia ha regalato a Tripoli nel 2023 nell’ambito del programma dell’Unione Europea “Support to Integrated Border and Migration Management in Libya (SIBMMIL)” (Sostegno alla gestione integrata delle frontiere e della migrazione in Libia).

Prima le minacce, poi gli spari

Immediatamente sono partite le minacce, prima in inglese e poi in arabo: “Andate via”. Dal ponte della Ocean Viking hanno comunicato che la nave era in allontanamento dall’area, ma comunque dalla motovedetta hanno aperto il fuoco. E non si è trattato di spari in aria. Le raffiche di mitra hanno preso deliberatamente di mira i membri dell’equipaggio che stavano sul bridge, il ponte superiore. Solo per miracolo nessuno è rimasto ferito, ma dentro e fuori rimangono i fori lasciati da proiettili sparati per uccidere.